Risparmio ed investimento: concetti a confronto



Accade spesso di confondere ed utilizzare indistintamente i termini “risparmio” ed “investimento”. Ma vediamo insieme quali sono le differenze tra questi due concetti. 

Per risparmio, in genere, si intende quella quota del reddito generato da persone, imprese o istituzioni pubbliche che non viene spesa nell’immediato, ma che viene accantonata per essere utilizzata successivamente. Lo scopo del risparmio, quindi, è quello di poter disporre in un secondo momento delle risorse non utilizzate. 

Il risparmio può essere: 

  • di tipo “precauzionale”, quando serve a creare un fondo di emergenza per far fronte a spese impreviste; 
  • di tipo “previdenziale”, quando viene utilizzato per garantirsi un reddito futuro, aggiuntivo rispetto a quello offerto dal sistema pensionistico; 
  • o, ancora, il risparmio può essere accantonato allo scopo di lasciare un’eredità o di acquistare un bene duraturo, come un’automobile o una casa, e così via. 

Il risparmio corrisponde dunque alla conservazione del valore nominale del denaro per utilizzi futuri, nonostante la possibilità concreta che l’inflazione ne diminuisca il valore reale. In sostanza, il risparmio è un sacrificio del consumo presente, in vista di un maggior consumo futuro.

I frutti del risparmio possono essere destinati all’investimento. Ed ecco che i due concetti si incontrano, ma il primo si differenzia dal secondo per un elemento: il rischio.

Si parla di investimento finanziario quando il denaro è utilizzato allo scopo di aumentarne il valore in termini reali, ad esempio per acquistare titoli azionari od obbligazionari, oppure depositato in un fondo. In questo caso, il raggiungimento dell’obiettivo prefissato non è però scontato, il risultato finale potrà essere negativo o più che positivo: perché la componente di rischio insita nell’investimento potrebbe causare, ad esempio, una perdita in conto capitale se, al momento del realizzo, il valore del titolo è diminuito rispetto al momento in cui è stato acquistato, oppure, nel caso opposto, favorire un apprezzamento del capitale con mantenimento del potere d’acquisto del vostro denaro. 

Ma allora è meglio investire o risparmiare? Continuate a seguirmi per scoprirlo ed approfondire queste tematiche.


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Fabrizio Fioravanti

Consulente Finanziario Iscritto all’Albo dei Consulenti Finanziari con Iscrizione Numero 480 del 23/04/2013

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