L’investitore ai tempi del Coronavirus

Poter convivere con l’attuale emergenza sanitaria, economica e finanziaria causata dalla diffusione del coronavirus avendo a disposizione sufficiente liquidità, rappresenta un indubbio vantaggio.

Un vantaggio che però non deve essere sprecato.

Ma anche nel caso in cui si abbiano degli investimenti in essere, senza possibilità di farne dei nuovi con nuova liquidità, è il momento di agire, riequilibrando i nostri asset finanziari. Questo perché non tutti i settori reagiscono allo stesso modo durante i periodi di crisi.

Dall’inizio del 2020 al 20 aprile scorso, infatti, il bancario e il petrolio hanno perso tra il 35 e il 60%, mentre Internet, biotech, software e healthcare hanno fatto registrare tendenze positive.


Ripercorriamo la crisi causata dal crac Lehman Brothers, nel periodo tra il 12 settembre 2008 (vigilia del fallimento della banca statunitense) e il 9 marzo 2009, (punto di minimo delle Borse durante quella crisi):

  • l’indice azionario delle Borse mondiali perse il 35,3%;
  • l’indice dei titoli governativi mondiali guadagnò il 14,77%;
  • l’indice dei fondi monetari si apprezzò dello 0,9%.

Questi gli esiti, a distanza di 11 anni, al 31.03.2020:

  • se i risparmiatori posizionati prevalentemente sulla liquidità in euro, avessero mantenuto tale posizione, avrebbero perso lo 0,26%;
  • chi invece, fosse rimasto costantemente investito in azioni internazionali, oggi potrebbe contare su un patrimonio rivalutato del 128,48%, nonostante la crisi del 2008-2009 e l’attuale forte correzione dei mercati;
  •  e anche l’investitore con un portafoglio bilanciato 50-50 (cioè per metà in azioni e per metà in obbligazioni), oggi potrebbe vantare un’ottima performance (+106,7%), a patto di aver mantenuto l’investimento per tutto il tempo (dal 12.09.2008 al 31.03.2020).

In ogni caso, l’unico approccio adeguato all’attuale situazione resta quello della massima lucidità. Questo significa, non farsi prendere dal panico, restare investiti, fiduciosi del proprio portafoglio pianificato per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Così come per tutti i settori economici, anche in ambito finanziario, il ripristino delle condizioni pre-Covid ed il recupero di una situazione di “normalità” saranno possibili soltanto col tempo e per gradi. Forse saranno necessari ancora 12-18 mesi ma, per l’investitore, è il momento giusto per riconoscere quei settori che prossimamente potrebbero essere contraddistinti da un rapporto tra rischio e rendimento positivo.

Un’attività che può sembrare complessa, ma che si semplifica molto se svolta con l’ausilio di un consulente di fiducia, insieme al quale pianificare soluzioni più efficaci che rendano possibile sfruttare le opportunità che si sono già venute a creare, in modo da raggiungere al meglio gli obiettivi di investimento.

La ripresa dell’economia e dei mercati prima o poi arriverà e l’investitore dovrà farsi trovare pronto.

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Photo by Branimir Balogović from Pexels

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Fabrizio Fioravanti

Consulente Finanziario Iscritto all’Albo dei Consulenti Finanziari con Iscrizione Numero 480 del 23/04/2013

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