Oggi cercherò di rispondere, con parole semplici, ad una domanda che mi è stata posta sulla liquidità che l'Europa ha deciso di immettere sul mercato per far fronte all'emergenza Coronavirus e per far ripartire l'economia.
In questi giorni l'Unione Europea ha deliberato sostanzialmente 3 tipi di interventi:
1- 100 MLD destinati ai lavoratori con lo SURE. Si tratta di una assicurazione, una sorta di cassa integrazione europea, a contrasto della disoccupazione . Un intervento sotto forma di prestito, concesso dall'UE agli Stati membri.
2- 240 MLD, derivanti dal MES, destinati agli Stati; sono prestiti a condizioni favorevoli, solo se utilizzati per le spese sanitarie.
3- 200 MLD concessi dalla BEI, la Banca Europea degli Investimenti, a sostegno delle imprese, soprattutto delle PMI.
Poi è al vaglio una quarta soluzione, ancora in discussione, che è anche la più sostanziosa: la costituzione di un fondo, il "Recovery Fund" da 500MLD destinato a programmi di rilancio dell'economia. Si parla addirittura di 1 trilione di euro (che sarebbero 1000 miliardi) destinato a ciascun Paese europeo in misura proporzionale ai danni subiti a causa del Coronavirus.
I tempi per questo intervento però non sarebbero così brevi.
E invece noi abbiamo bisogno di tempestività, concretezza e risoluzione efficace del problema per ripartire.
Riepilogando, dunque, parliamo di una manovra complessiva da oltre 500MLD, già deliberata, che potrebbe arrivare a più di 1000MLD con la costituzione del fondo "Recovery Fund", ma quest'ultima mossa è ancora da definire.
Non dimentichiamoci poi i 750MLD messi in campo dalla BCE, la Banca Centrale Europea, che acquisterà titoli pubblici e privati con immissione di liquidità nel sistema.
Ci troviamo quindi a un punto di svolta importantissimo, in cui l'Europa si gioca davvero molto.
Concludo specificando che stiamo parlando in ogni caso di prestiti, ed i prestiti, come ben sapete, vanno restituiti ad un costo.
Staremo a vedere quale
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER CLICCANDO QUI
