Un paio di anni fa un cliente mi chiese consigli su un possibile acquisto di obbligazioni turche che prevedevano un rendimento annuale dell'8%. Iniziai ad illustrargli i rischi legati a quel tipo di investimento e, dopo circa un'ora di confronto, non essendo soddisfatto della mia risposta, decise di procedere in autonomia.
Facciamo ora due conti.
Dall'inizio del 2020, la lira turca ha perso oltre il 16% nel cambio con l'euro e negli ultimi 5 anni, oltre il 60%. Cosa c'entra la lira turca? C'entra eccome, perché quelle obbligazioni venivano emesse in valuta turca.
Non mi si dica ora: però l'investimento ha fruttato l'8% in cedole.
Il problema di quell'investitore era che la sua decisione era stata presa solo in virtù del rendimento (8%) senza valutare minimamente il rischio che avrebbe corso.
Comprare obbligazioni vuol dire prestare soldi: a chi? A banche, ad aziende, a Stati. E c'è ancora chi si illude che una banca, un'azienda o peggio uno Stato non possano fallire. E con il fallimento se ne vanno anche i nostri soldi.
Fino a quando il nostro approccio agli investimenti sarà basato solo ed esclusivamente sui numeri, ponendoci così la domanda sbagliata, che si porta dietro anche delle aspettative sbagliate, non ci saranno grandi spazi per un rendimento.E' più corretto chiederci invece: perché investiamo? Abbiamo un obiettivo? E quanto tempo abbiamo a disposizione per conseguirlo?
Tutto questo si chiama pianificazione.
Pianificare un investimento vuol dire mettere insieme pochi e semplici elementi:
Diversificazione + decorrelazione + globalizzazione + tempo = rendimento
Io ci metto i primi tre, voi però, metteteci il quarto!
Rimani aggiornato, iscriviti alla newsletter cliccando QUI
Photo by Andrea Piacquadio from Pexels
