Aver lavorato per oltre 40 anni, magari anche guadagnando discretamente, non sempre è garanzia di una pensione all’altezza delle proprie aspettative o quantomeno adeguata a mantenere lo stile di vita cui si è abituati. E di questo potremmo renderci conto tardi.
Secondo i recenti dati Istat, la speranza di vita alla nascita per gli italiani è di quasi 83 anni (82,8), più elevata per le donne (circa 85 anni), un po' meno per gli uomini (80,6 anni). Sulla base delle regole attuali, l’età per la pensione di vecchiaia dovrebbe arrivare a 67 anni nel 2019, anche se le novità sul sistema previdenziale sono in continua evoluzione. Si vive sempre più a lungo, dunque e, anche per questo, è importante prevedere, programmare e anticipare quelle scelte che domani potrebbero rappresentare la nostra ancora di salvezza.
Ma quali sono gli elementi sui quali riflettere per orientarsi bene?
Innanzitutto, definire il proprio obiettivo, di mantenimento o di crescita del proprio portafoglio. Poi, stabilire un orizzonte temporale di riferimento, tenendo in considerazione la portata delle cosiddette “esigenze di cassa”, ovvero dei prelievi periodici di liquidità dal proprio portafoglio e l’inflazione, una componente insidiosa, perché diminuisce il potere d’acquisto nel tempo ed erode il rendimento reale dei risparmi e degli investimenti.
Il rischio di restare, in futuro, senza un reddito sufficiente a sostenere le nostre necessità è dunque concreto. Occorre pianificare per tempo per la costruzione del proprio piano pensionistico.
Non esiste la risposta giusta per tutti, esistono risposte adatte alle esigenze di ciascuno.
